|
Approfondimenti |
 |
|
|
Vini
Dal punto di
vista vitivinicolo, il territorio della Valsesia va considerato in senso molto
esteso, anche al di là dei confini più rigorosi delle vallate, e sconfinando
anche nella vicina provincia di Novara. Infatti è soprattutto nella fascia
collinare più a sud e più a ovest rispetto alle valli valsesiane che si
producono i migliori vini di quest’area. Si tratta di vini davvero importanti,
grandi DOCG e DOC apprezzati in tutta Italia e anche all’estero.
Il più pregiato è probabilmente il Gattinara. Si tratta di un vino rosso
DOCG, spesso considerato al pari dei grandi vini piemontesi come il Barolo e il
Barbaresco. È ottenuto a partire dalle uve Nebbiolo, motivo per cui è accomunato
ai famosi rossi del Piemonte; tuttavia nel suo caso sono permesse aggiunte di
piccole quantità di uva Bonarda di Gattinara.
Presenta un colore rosso intenso, granato, con sfumature di aranciato e, come
tutti i vini a base di Nebbiolo, ha un intenso profumo di viola. Il sapore è
asciutto, lievemente amarognolo, ha una gradazione pari a 12° e deve essere
invecchiato almeno quattro anni, di cui due in botte.
Ha origini antichissime: i primi documenti nei quali si parla di questo vino
risalgono al XIII secolo, ma si ritiene che la vite sia stata impiantata dai
Romani fin dal II secolo prima di Cristo. Un benefattore del Gattinara fu
certamente il cardinale Mercurio Arborio, cancelliere di Carlo V, che, secondo
la tradizione, promosse la coltivazione di questo vino, elemento immancabile
sulla sua tavola. È un vino aristocratico, che va accompagnato con i piatti
della tradizione, come gli arrosti, la cacciagione e la selvaggina.
Un’altra DOCG importante di quest’area è il Ghemme, vino rosso, che
prende il nome dalla cittadina in provincia di Novara, zona ricca di
antichissime tradizioni vinicole, alcune delle quali risalenti all'imperatore
romano Tiberio, nel I secolo dopo Cristo.
Il Ghemme è un altro dei grandi vini piemontesi figli dell'uva Nebbiolo, anche
se la normativa consente l'aggiunta di uve Vespolina e Bonarda Novarese. Ha
colore rosso con sfumature granato, delicato profumo di viola, gusto asciutto,
con fondo amarognolo. Viene venduto dopo un invecchiamento minimo di quattro
anni, tre dei quali in botte di castagno o di rovere, con una gradazione
alcolica pari a 12 gradi. Il Ghemme era un vino molto famoso già nel 1800: in un
celebre manifesto risorgimentale Giandoja e Meneghino (la maschera tipica di
Milano) festeggiano la liberazione dagli Austriaci col desiderio di bere del
Ghemme. Esistono ancora oggi a Ghemme delle bottiglie della vendemmia del 1861,
anno della proclamazione dell'Unità d'Italia.
Passando ai vini DOC, incontriamo il Boca, un vino rosso prodotto con
l'uva Nebbiolo in ragione del 45-70 per cento e con aggiunte di uva Vespolina e
Bonarda. Ha il caratteristico profumo di viola mammola, colore rosso rubino
brillante, con sfumature tendenti all'aranciato. Il sapore è asciutto, sapido:
lascia un retrogusto che sa di melograno. Viene invecchiato almeno tre anni, di
cui due in botti di rovere o castagno, raggiungendo minimo i 12 gradi. È
prodotto nella zona di Boca, sulle prime pendici delle Prealpi Novaresi, tra
Borgomanero e Romagnano Sesia.
E vino rosso meno conosciuto, ma molto fine, asciutto e pregiato è il Fara.
Nasce dall'uva Nebbiolo, alla quale vengono aggiunte piccole quantità di
Vespolina e di Bonarda Novarese.
Ha profumo di viola mammola, 12 gradi; è un vino ottimo per tutto il pasto, ma
si sposa molto bene in particolare con i piatti importanti della tradizione.
Richiede un invecchiamento di almeno tre anni, di cui due in botte di castagno o
rovere. Viene prodotto i nella zona omonima di Fara Novarese, fra i fiumi Sesia
e Agogna, a sud di Romagnano.
Anche il Sizzano è un vino rosso pregiato, che nasce, come quasi tutti i
grandi rossi piemontesi, dall'uva Nebbiolo, alla quale vengono aggiunte piccole
quantità di uva Vespolina e di Bonarda.
Ha un colore rosso intenso, tendente al rubino, un profumo di viola, è asciutto
e sapido. Viene venduto dopo un invecchiamento di almeno tre anni, due dei quali
in botte, ad una gradazione pari a 12 gradi Il nome di questo vino deriva
dall'omonimo paese di Sizzano, in provincia di Novara.
Era apprezzato già nel 1800, in particolare Cavour, uno dei padri nobili
dell'enologia piemontese, lo considerava al pari dei grandi vini francesi della
Borgogna.
L’ultima nata tra le
DOC dell’area valsesiana è il vino Coste della Sesia, che si produce
sulle colline che si affacciano sul fiume Sesia, nel territorio di alcuni comuni
delle province di Vercelli e Biella. In questa zona si raccolgono le uve da cui
si ottengono i seguenti vini, con o senza specificazione di vitigno: Bianco,
Rosso, Rosato, Bonarda o Uva Rara, Vespolina, Croatina e Nebbiolo o Spanna
|