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Truta dla Valsesia con raveutti e susicci

Tipologia del piatto: pesce e verdura
Tempo richiesto: 2 ore
Grado di difficoltà: medio

Livello calorico a porzione: kcal 779 kj 3260

 

Ingredienti per 10 persone
Trote g. 2.500; burro g. 300; salvia g. 30; timo g. 10: ginepro g. 5; aceto bianco l.1,5; Vino bianco l. 0,5; prezzemolo g. 50; sedano verde g. 150; alloro n. 1 foglia; rape g. 600; salsiccia g. 500; pancetta tesa g. 500; aglio g. 50

Origini storico-culturali
Molte parole si possono spendere sulle trote del Sesia, ma in onore del grande Giorgio Perrone è meglio citare l'intero brano da lui scritto nel ricettario valsiano, che incomincia così: "Splendide, quando si tratta di trote veramente pescate nelle acque dei rivi nostri. L'amico Mola 'd Varall, abilissimo e appassionato pescatore, degno erede dei grandi pescatori valligiani, depositario di antiche malizie dell'arte del pescare, all'apertura di stagione, suole portarmi un campionario di trotelle (persino della vecchia razza) che solo lui e pochissimi altri sanno scovare e tirar su da segretissimi ed ascosissimi "buiogn e lameutti". Ed è già una gioia degli occhi il solo guardarle. Infarinate e fritte in abbondante burro ed erba salvia, oppure "salegia" (timo selvatico), sono una prelibatezza. A fine stagione di pesca, si possono trovare i temoli che, a parere di qualcuno, sarebbero migliori delle trote".

Preparazione
Pulire le trote, lavarle e poi friggerle in abbondante burro aromatizzato con del timo selvatico o qualche foglia di salvia. Mettere a bollire una parte di aceto e una parte di vino (in quantità tale da poter coprire le trote), aggiungere un mazzetto di prezzemolo, una costa di sedano a pezzetti, due foglie di alloro e qualche bacca di ginepro. Fare bollire e poi versare tutto quanto sulle Trote che saranno state messe in un contenitore provvisto di coperchio. Tenerle in dispensa e servirle dopo due o tre giorni (tratto da "Le ricette regionali italiane", editrice Solares). Per le rape: lavare, pelarle, tagliarle a fettine e cuocerle in abbondante acqua salata. Una volta cotte, toglierle con la paletta a rete e disporle in una padella con abbondante olio e burro assieme alla salsiccia anch'essa cotta in acqua e tagliata a rondelle; rosolare bene. In questo modo si riscopre l'antica ricetta del "rustisciun", o meglio, la rosticciata dove ogni tipo di verdura poteva essere messa assieme e dopo una buona rosolatura essere consumata, così nel rispetto della forma oppure pressata a ma' di tortino.
 
 

   

Fotografie gentilmente concesse da ©Istituto Alberghiero di Gattinara e Varallo Sesia