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«Dio fece il cibo, ma certo il diavolo fece i cuochi». La frase è frutto
dell’intelligenza arguta del grande Oscar Wilde, e descrive in modo esemplare la
realtà dell’enogastronomia in generale, e di quella valsesiana in particolare.
Perché è certo vero che la terra di queste valli offre un caleidoscopio di
sapori e profumi, ma è altrettanto vero che ciò che dà vita ad una tradizione
culinaria, ad una storia enogastronomica è la mano, il cuore, il cervello
dell’uomo. Un lungo elenco di prodotti poveri, che potrebbero essere considerati
secondari ma che al contrario sono gli elementi imprescindibili della
straordinaria rappresentazione della cucina valsesiana.
Foto in
alto da Arsete Veje - Miur - Qauderni 4 |