"La Valsesia origina ai piedi del Monte Rosa tra la Valle dell'Anza e quella del Lys; si snoda tra la valle Strona e le vallate Biellesi, fiancheggia il Lago d'Orta e sbocca tra Romagnano e Gattinara a 65 chilometri dal suo inizio. La parte inferiore (Romagnano-Varallo) è notevole per la sua giocondità e per la varietà dei suoi prodotti agricoli: la parte superiore è rimarchevole per la maestà delle sue montagne coperte di foreste, pascoli, ghiacciai. L'alta Valsesia poi si divide in tre valli principali: Val Grande, Val Piccola o Sermenza e Val Mastallone: queste poi si suddividono in altre minori..."

Varallo Sesia

"...Il fiume principale della Valle è il Sesia, l'antico Victium della tabula itineraria, il Sictium o Sessites di Plinio, Sessis di Ennodio, divenuto poi nel Medio Evo Sisido, Sicia e Siccida..."

Il Sesia...

"...Nasce il Sesia all'altezza di 2700 metri da un ghiacciaio desolato, spaventosamente solo coll'infinito, colle cose eterne e colla morte: nasce umilmente ed in alta montagna come le cose semplici, ma nessuno dei fiumi d'Italia nasce in una casa così luminosa, pochi travolgono le loro  acque tra rive così ridenti.Ponte della Gula
Appena nato è già un rivolo d'argento che manda un allegro chioccolio lieto come una voce infantile. Colle sue acque blande, ingrossate dai ruscelli di Bors e di Flua passa alle Pile correndo via tra la gaia innocenza dei boschi, incurante dell'abisso che deve ingoiarlo. Desioso di vedere cose nuove e belle, s'avvia baldanzoso verso Alagna piombando fra le rocce di Blitz, sempre coronato di alberi, infiorato da rododendri, ossequiato dai torrenti scesi dal Turlo, dal Moud, dall'Olen. Da Alagna a Varallo saluta in suo passaggio una schiera di paeselli affacciati alle sue sponde, e scende con un rombo sempre più pronunciato perchè l'Otro, la Vogna, la Sorba, la Sermenza e la Gavala gli già versato il tributo delle loro acque. Alieno dai mondani rumori non si accosta alla città di Varallo che per ricevere il Mastallone e diventare fiume: dopo, passa in trionfo dinanzi alle fortezze di Rocca, Vanzone, Agnona, Montrigone e Bettola; sbatte l'onda sonora ai piedi del Fenera; specchia nella sua corsa boschi, giardini, vigneti; racconta agli edifici, alle vecchie pievi le bellezze dei suoi monti che ei saluta scivolando via, ansioso di cantare forte e in Valsesiano, in Valsesiano schietto e trionfale, la gioia di vivificare le zolle della nostra terra. Passato Romagnano rallenta la sua corsa e non avanza che a malincuore, in mezzo a pianure vaste e uniformi che sembrano annunciargli la vecchiaia che comincia.
In Valsesi - Rimasco A Candia si mesce, arteria debolissima ma non ingloriosa, al flutto eternamente melodioso del regale Po, ove muore coperto di fiori e di sole.
Muore il fiume e muore lontanissimo dalla sua culla, ma in valle sopravvivono le bellezze che esso ha animate, vivificandole in modo tutto particolare. Le bellezze naturali in Valsesia sono state sparse a piene mani dalla Natura e l'escursionista di passaggio nella Valle o il villeggiante che vi si attarda, sempre ne scoprono delle nuove. Dalle vinifere colline di Grignasco, fino alle balze di Rimella, dagli albeti che inverdiscono l'anfiteatro di Fobello alle scogliere che paiono difendere l'inalterabile calma di Rima, agli immensi ghiacciai che torreggiano sopra Alagna, quanta varietà di aspetti, di vedute, di panorami!!!". (da LUIGI RAVELLI - Valsesia e Monte Rosa - 1924 Edizione anastatica promossa nel 1970 dalla biblioteca "Farinone Centa" e dall' EDITRICE ZANFA di Varallo)