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Sacre rappresentazioni
Sono numerose le tracce del
più tipico folklore valsesiano: si può dire che ogni paese abbia un'espressione
particolare, con eventi e caratteristiche pressochè esclusive . La maggior parte
delle tradizioni ha a che fare con i momenti più importanti dell’anno liturgico,
o celebra le virtù e le opere dei santi più popolari in Valle, ed ha quindi una
chiara impostazione religiosa.
Diversi poi gli avvenimenti folkloristici in cui meglio si avvertono i legami
tra la religiosità e l'antico passato di civiltà montanara. Da ricordare, ad
esempio, lo scambio dei pani benedetti fra i comuni di Fobello e di Rimella,
simbolo di fratellanza e di mutua assistenza fra le popolazioni di queste
estreme località della Val Mastallone; la religiosità sentita del Rosario
Fiorito ad Alagna, la cui processione, che si svolge in montagna, lungo un
sentiero d'alta quota, assume un valore di ringraziamento, il battesimo di
Fobello, che in alcune circostanze ancora si svolge nei caratteristici costumi,
portando processionalmente sul capo la culla ed il bambino fino al fonte
battesimale della chiesa.
Molto diffuse sono state e sono le Sacre Rappresentazioni, anche minori rispetto
il popolare “Venerdì Santo” di Romagnano, ma profondamente radicate nella
memoria e nella tradizione popolare
Ricordiamo ad esempio il valore assunto a Varallo dalle processioni del Venerdì
Santo, della Vergine Incoronata e le festose atmosfere delle feste comunitarie:
San Gaudenzio, la Festa del Campanile dell'lncoronata, la Festa dell'Assunta al
Sacro Monte, o a Quarona le partecipazioni di massa ai festeggiamenti della
Beata Panacea, dove si indossano costumi tipici.
Alcune rappresentazioni oggi non si tengono più, ma sono state nel passato molto
importanti. Ad Alagna, in dialetto walser, veniva rappresentata una Passione, e
la recita si concludeva con la benedizione in Chiesa dove però non erano ammessi
i figuranti che avevano interpretato il Diavolo e il Carnefice. A Serravalle, in
occasione del Natale, fino al 1885 si rappresentava il “Gelindo” una favola
popolare tipicamente piemontese. Anche a Boccioleto, fino al 1870 andava in
scena la “Passione”, penetra Riva Valdobbia e a Balmuccia gli attori si
cimentavano con la rappresentazione del “Giudizio Universale”.
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