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Uccelli
 
Tra gli uccelli il numero delle specie strettamente alpine, il cui habitat è situato al di sopra del limite della vegetazione arborea, è molto basso. Il gracchio alpino (Pyrrhocorax graculus) e il più raro gracchio corallino (Pyrrhocorax pyrrhocorax), la pernice bianca (Lagopus mutus), la coturnice (Alectoris graeca), lo spioncello (Anthus spinoletta) e il fringuello alpino (Montifringilla nivalis) appartengono a questa piccola schiera. Altri, forse più noti, come l'aquila reale (Aquila chrysaëtos), il corvo imperiale (Corvus corax) e di fagiano di monte (Lyrurus tetrix) sono in realtà specie che si sono adattate all'ambiente di montagna trovandovi rifugio. Nel massiccio del Monte Rosa l'aquila è ben rappresentata sul versante valsesiano dove si registra l'unica segnalazione del francolino di monte (Tetrastes bonasia). Sempre nel settore valsesiano del massiccio è presente inoltre il picchio nero (Dryocopus martius).

Nell'orizzonte dei boschi il numero delle specie si incrementa notevolmente; sono presenti tra gli altri la ghiandaia (Garrulus glandarius) la nocciolaia (Nucifraga caryocatactes), le cince (Parus montanus e Parus ater) il lui piccolo (Phylloscopus collybita), il crociere (Loxia curvirostra) e il venturone (Serinus citrinella). Risalgono talvolta dalle pianure specie come l'allodola (Alauda arvensis), che è stata osservata a quote decisamente insolite nei pressi del Colle del Teodulo, oltre i 3300 metri