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>> IL ROSA DEGLI SCRITTORI   

 Approfondimenti

 

La montagna degli scrittori
 
Il Monte Rosa
È un grande macigno
Ci corrono le vette
A destra e a sinistra all’infinito […]
Il cielo è pieno di picchi
Bianchi che corrono,
Ma la Torre di San Gaudenzio
Instaura un panteon aereo

Di archi dorici di marmo […]
Lontano
Il macigno bianco.

(Dino Campana)
 

Tutte le vette del monte Rosa si misero a cantare, incise, staccate dalla lastra del cielo, in vortici d’oro.
(Francesco Pastonchi)


Chi s’avventura lassù troverà una ricompensa alle proprie fatiche nella purissima letizia onde il suo cuore sarà inondato nell’appetito straordinariamente omerico, nella provvista di salute da spendere per molti mesi o anni a venire.

(Giuseppe Torelli)

 

A questo spirito il Monte Rosa si offre senza dubbio come la montagna più adatta e la più ricca di possibilità d’ogni sorta. Non solo per l’altezza delle più ardue cime che, come è noto, cedono in questo di poco soltanto alle vette del Monte Bianco: ma soprattutto perché, a differenza del Bianco, che si presenta come più smisurato e maestoso bastione ma assai più semplice di struttura, il Monte Rosa rinserra, fra le sue vette supreme, molteplici giogaie, autentiche vallate, passi e colli e altipiani […].
(Mario Bonfantini)

 
Davanti a noi stava la Regina delle Alpi nella sua maestosità senza nubi, uno spettacolo davvero maestoso.

(S.W.King)
 

Il Monte Rosa, che piglia volentieri dal sole la tinta rosea che gli dà il nome; si vede lo scaglionarsi e l’ammucchiarsi delle balze, che paiono procedere e ristare come nubi e come pecore.
(Giovanni Faldella)
 

Vede, la cima del monte Rosa alla fine che cos’è? Un diamante in grande.
(Ugo Ojetti)
 

Il Monte Rosa, inaccessibile dall’interno, può esserlo a mio parere, dall’esterno. Vedemmo tutte le sue pareti coperte da un immenso mantello di neve, che scendeva fino a toccare rocce il cui accesso è facile e sicuro, consentendo una salita abbastanza dolce fino alle più alte vette. Le difficoltà potevano venire solo dallo stato della neve, dai crepacci, dalla lunghezza del tragitto sulla superficie scivolosa della neve. Da questi pendii nevosi e dagli intervalli delle selle scendono numerosi bei ghiacciai.
(Horace Benedict De Saussure)
 

La montagna stava in mezzo e sempre sopra: come se il mondo sotto fosse solo un brutto sogno.
(Reinhold Messner)

 

Ancora e sempre certi fiori di montagna: gli edelweiss, le aquilegie, i gigli, i cardi, i ciclamini…Uno splendore nato e cresciuto in queste valli.
(Giovanni Testori)