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Approfondimenti |
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Le
grotte del Fenera
 Numerose sono
le grotte che si aprono sulle pendici del Fenera. Alcune di esse sono di
rilevante interesse archeologico e precisamente il Grottone (Ciutaron),
la Grotta Chiara (Ciotta Ciaira) e la Grotta della Finestra. Nel loro
interno sono stati rinvenuti resti faunistici in prevalenza dell'Orso delle
Caverne e umani attribuibili all'Uomo di Neanderthal, vissuto in questi luoghi
circa 50.000 anni fa. I reperti sono raccolti presso il Museo di Paleontologia e
Paletnologia di Borgosesia (tel. 0163.25600).
Dei complessi cavernicoli del monte aprentesi nella parete Ovest, due in
particolare presentano un interesse per gli speleologi: sono il Buco della
Bondaccia e la Grotta delle Arenarie. Il loro interesse è prettamente
speleologico ed esplorativo, infatti alcuni problemi di queste grotte non sono
ancora stati risolti dagli speleologi.
La prima notizia che si ha del Buco della Bondaccia risale alla seconda metà del
1600. La prima vera esplorazione sarebbe avvenuta lungo il ramo principale,
presumibilmente nella prima metà del 1900. A partire dal 1953 sono iniziate le
esplorazioni sistematiche e i rilievi della grotta. Posta a quota 690 metri
s.l.m. ha uno sviluppo complessivo di circa 400 metri e massimi dislivelli
interni di -85 metri; per le sue medie difficoltà di percorso viene considerata
la palestra degli speleologi.
Una scaletta a pioli in ferro
consente di superare il salto all'ingresso e di scendere nella grotta. L'ampio
salone iniziale è percorribile senza difficoltà per circa 80 metri fino alla
sommità di un pozzo. Da qui il procedere è riservato agli speleologi più
esperti.
La Grotta delle Arenarie: si trova nelle vicinanze del Buco della Bondaccia. Ha
due ingressi non facilmente individuabili. La sua visita è per speleologi
esperti. La grotta è così denominata perché si apre nella zona arenacea del
monte per sprofondare, a meno di dieci metri dall'ingresso naturale, in
cunicoli, strettoie, gallerie e pozzi, in un intrico di passaggi con splendide
concrezioni.
Con i suoi 3000 metri circa di
sviluppo spaziale è una delle più lunghe del Piemonte. La prima sala è nota da
sempre, ma è solo dal 1970 in poi che la grotta è stata sistematicamente
esplorata, da parte di gruppi speleo di Borgosesia e di Biella che ne hanno
anche effettuato il rilievo topografico.
Altre grotte, "della Torre", "dei Pipistrelli", e "del Laghetto", più limitate e
interne a grotte di interesse preistorico, sono visitabili, previo accordo con
la Direzione del Parco.
Le cavità si raggiungono normalmente della Colma di Valduggia o, per via più
breve, dalla frazione di Borgosesia Fenera S. Giulio, attraverso un ripido
sentiero.
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