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Gaudenzio
Ferrari e il Sacro Monte
Gaudenzio
Ferrari nasce Valduggia in Valsesia intorno al 1475 e muore a Milano nel 1543.
Le prime opere di quello che viene considerato il massimo pittore piemontese del
Cinquecento, e cioè due coppie d'angeli nella cappella del Sacro Sepolcro al
Sacro Monte di Varallo (1495 circa),
La Crocifissione e i
frammenti di un affresco al convento delle Grazie (1505 circa - Museo di Varallo) indicano già una forte vena narrativa.
Fondamentale per l'artista è il viaggio compiuto - dopo il 1505 - nell'Italia
centrale. Durante questo viaggio Gaudenzio Ferrari assimila influenze del
Perugino, di Leonardo, di Bramante e del Bramantino. Influenze che trovano
compiuta sintesi nel Compianto (Vercelli, Museo Borgogna) e negli affreschi
della cappella di Santa Margherita alle Grazie di Varallo.
Influssi della scuola del Danubio sono forse reperibili nell'ancona per la
confraternita di Sant'Anna a Vercelli del 1507-08 (di cui resta Sant'Anna con la
Vergine e il Bambino e due angeli - Torino, Galleria Sabauda),
nell'Annunciazione (Londra, National Gallery) e nelle Storie di Cristo (1513 -
Varallo, convento alle Grazie).
Risonanze del gusto nordico si ritrovano anche nel polittico per San Gaudenzio a
Novara (1514-15).
Con le opere di architettura, pittura e scultura (Storie della Redenzione) per
il Sacro Monte di Varallo, per il quale, fin dal 1505 ca., realizza gruppi in
terracotta (il più bello è forse il Cristo incedente al pretorio, cappella XXXII),
Ferrari precorre il Seicento piemontese e lombardo.
Tra il 1517 e il 1524 porta a termine le cappelle della Natività,
dell'Adorazione dei pastori e della Crocifissione; il messaggio religioso è
talmente efficace che nella seconda metà del secolo, nell'area lombarda, si
moltiplicarono i sacri monti.
La stessa immediatezza narrativa è riscontrabile nella Nascita della Vergine,
una delle scene ad affresco eseguite dall'artista in San Cristoforo a Vercelli
(1533-34); scenograficamente impressionante è inoltre la decorazione della
cupola di Santa Maria dei Miracoli a Saronno (1535), caratterizzata da grande
sapienza compositiva e cromatica.
Nel 1539 l'artista si trasferì a Milano, dove offrì un'ultima bellissima prova
con gli affreschi di Santa Maria delle Grazie, di Sant'Ambrogio, di Santa Maria
della Pace (ora a Brera) e con la Cena in Santa Maria della Passione.
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