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Sacro Monte

 
 

Foto dal Sacro Monte

   
   
   
   
   
   

 

L'ambiente del Sacro Monte di Varallo
 

L’area del Sacro Monte è certamente meta ambita da pellegrini e turisti soprattutto per il suo contenuto religioso e di devozione, oltre che d’arte e storia. Ma anche gli aspetti naturalistici non sono secondari.
Il Sacro Monte è edificato su di una soglia rocciosa, posta alle pendici del Monte Tre Croci sulla sinistra idrografica del Sesia, allo sbocco della Val Mastallone. Questo terrazzo naturale che rappresenta l'antico livello del fondovalle, successivamente inciso dai ghiacciai quaternari e dalle acque del Sesia, è posto a 600 metri di quota e sovrasta il centro storico di Varallo (450 m). Da esso si domina tutta la bassa Valsesia fino al Monte Fenera, e, verso nord-ovest, parte del tratto intermedio, con sullo sfondo il Monte Rosa.
Un tempo erano ampiamente diffuse le colture a terrazzi (orti, frutteti, vigneti) in aree che sono ora occupate da boscaglie con robinia, nocciolo e altre latifoglie. Castagni da frutto crescono ancora sui terreni più fertili; cedui di rovere e roverella con sorbo montano, bagolaro, brugo su quelli più poveri e rocciosi. All'interno del recinto sacro l'ambiente naturale ha assunto la fisionomia di un giardino di tipo rinascimentale. In origine le prime cappelle erano circondate da un fitto bosco: costituivano con la vegetazione, ambienti raccolti, quasi eremi, conformi allo spirito francescano. Dopo la metà del Cinquecento, a seguito dell'intervento di Galeazzo Alessi, il bosco venne modificato e, tramite i percorsi, le piazze, le vie pavimentate, modellato ed organizzato quasi a costituire un contorno agli edifici e dare risalto alle forme dell'architettura. Il muro di cinta (costruito nella seconda metà del 1500) che delimita il parco, indica la volontà di creare una netta separazione tra il bosco interno, modellato dalla mano dell'uomo, e il bosco esterno, mantenuto nel suo aspetto naturale.
L'esigenza didattico-religiosa della Controriforma impose poi la ridefinizione del verde al fine di creare ambienti raccolti per invitare il pellegrino alla meditazione ed al raccoglimento; le siepi di bosso, anche se posteriori, ricalcano questo modello compositivo.
L'introduzione di specie ornamentali esotiche, comunque non autoctone, è relativa a questi ultimi decenni
L'avifauna, tipicamente pre-montana, non è particolarmente significativa, vista la forte pressione antropica.

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Sacro Monte di Varallo immerso nella nebbia
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