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| | Eran passati già tanti anni dal giorno in cui il corpo esanime del giovane Anacoreta Euseo era stato ritrovato e posto nel silenzio del sepolcro. In un tempo imprecisato, le spoglie erano state esumate e nascoste per timore di un sacrilego furto. Poi, a causa delle guerre, delle pestilenze, degli incendi, della noncuranza, la memoria del nascondiglio era andata dileguandosi tino a scomparire del tutto. Ma se la memoria del luogo ove giaceva il sacro deposito ai era dileguata e spenta, non così l'amore al Santo ed il desiderio di riportare alla luce quelle sacre ceneri. Abbondanti sono le prove che la storia ci ha tramandato di questo ardente desiderio. Questo desiderio venne finalmente appagato dalla Divina Provvidenza. Abbiamo visto come nel 1607 il R. Parroco di Serravalle Don Giorgio Avendo sia stato miracolosamente risanato da una ben seria infermità fisica. Questo parroco, quando si trovò nella possibilità, nel 1619, per debito di riconoscenza verso il grande Santo fece abbattere l'antico tempietto e fece costruire Fattuale Santuario, contribuendo lui personalmente, in parte, alle ingenti spese. Orbene, mentre si demoliva l'antico tempietto. vennero alla luce le Reliquie di S. Euseo. Ecco quanto scrive lo storico Xenonio Fontana in proposito :
" Restarono sepolte le S. Ossa del corpo di S. Euseo nell'antico tempiuccio, fino all'anno 1619. Volendo il Signore che più si accrescesse la divozione verso il suo Servo, dispose che, essendo in quel tempo prevosto e parroco di detta terra il Signor Don Giorgio Avendo ; conoscendo il medesimo che questo tempio non era capace al numeroso popolo che si affollava a visitarlo, mosso altresì dalla viva fiducia di poter ritrovare nello scavo le tanto desiderate Reliquie del Corpo di S. Euseo, con sommo calore, zelo e divozione stimò proprio farlo ampliare. Datene intanto parte al suo Ordinario di Vercelli ed ottenuto il permesso, fu posto mano all'opera nel mese di settembre del descritto anno 1619 e nello scavarci al lato dell'unico altare dell'antico tempietto e dalla parte del Vangelo, fu ritrovato un tumulo a foggia d'arca che apertosi alla presenza del divisato devoto parroco, furono in quello, nel mezzo di due tegole, trovati tre pezzi d'ossa e nello spessore della muraglia del descritto tumulo ed altare fu incontrato un vaso di pietra, dentro del quale custodite ritrovaronsi molte altre ossa ed in uno dei medesimi vi era incollato un pezzo di carta pecora nella quale vi era scritto: "Reliquiae Corporis B. Eusei" con molte altre carte distrutte e consumate dall'umidità e dal tempo. Rinvenute queste sacre ossa, furono subito dal descritto Signor Prevosto con grandissima divozione ed allegrezza raccolte e ravvolte in alcuni purificatori e veli, parte furono serrate dentro una cassetta di legno che immediatamente si fece lavorare da un tal maestro Giovanni Sella, la quale fu processionalmente condotta nella chiesa parrocchiale di S. Martino ed ivi furono custodite nella sacrestia : altre furono sepolte e muragliate sotto Fallare del nuovo fabbricato in detta chiesa di S. Euseo ampliata, altre nell'altarino della chiesuola antica ed altre nascoste in vari luoghi della stessa chiesa nuova affinchè non fossero rubate ". Ritrovate le SS. Reliquie di S. Euseo, l'entusiasmo del popolo serravallese, del Clero, dei devoti vicini e lontani esplose in una grande manifestazione che culminò in una solennissima processione dalla chiesa di S. Martino alla chiesa dei Santi Giov. Battista e Nicolao, appena costruita e non ancora ultimata. La processione segnò un trionfo per Fumile operaio Santo. L'urna improvvisata era portata da quattro Diaconi in Dalmatica. Ed il canto ed il suono echeggiò nella valle, salì ai monti, alle stelle, fino a Dio, a quel Dio che si manifesta mirabile attraverso le gesta dei suoi Santi.
Tratto da: Storia del Comune di Serravalle Sesia di Don Piolo Florindo - Stabilimento Grafico Fratelli Julini - Grignasco - Dicembre 1995 |