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>> MARMO FINTO   

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Marmo finto
 

marmo finto valsesianoTipica attività esercitata dai vecchi abitanti di Rima (val Sermenza).
Fu questa una forma artigianale che procurò ai rimesi grandi ricchezze ed onori presso le Corti di tutta Europa, e non solo.
Marmi artificiali se ne sono sempre fatti ma il sistema usato dai rimesi dava risultati eccezionali, capaci di ingannare i maggiori esperti in materia.
Semplificando va detto che si preparava un impasto di cemento bianco al quale si aggiungeva un colore di base, nelle spaccature formatesi, riempite con dei colori simili alle venature del marmo che si voleva imitare. L'amalgama così ottenuta veniva quindi applicata sulla superficie da ricoprire. La si lasciava aderire al muro quindi si procedeva alla lisciatura della superficie prima con una cazzuola e poi con sette diverse pietre, man mano sempre più dure. Il risultato ottenuto era di stupefacente bellezza.
Intere famiglie rimesi, in un arco di tempo che va dal 1830 al 1963 circa hanno lavorato in parecchi stati europei ed extraeuropei; Germania, Romania, Russia, Norvegia, Svezia, Ungheria, Romania, Russia, Paesi Balcanici, Francia, Algeria e Marocco.
Il progresso tecnologico ha inevitabilmente soppiantato quella preziosa tecnica non più competitiva, sul piano economico; che significato può avere quindi, oggi parlare di finto marmo?
In primo luogo un significato "conservativo", che tuteli il patrimonio artistico locale.
Un secondo significato è quello di non permettere il totale abbandono della tecnica che, semmai, trovi un nuovo canale espressivo verso cui dirigersi assecondando forme decorative più consone alle attuali tendenze estetiche ed esigenze economiche.

 
      

  

Pareti in marmo finto Salone Comunità Montana Varallo Sesia - foto ©Valsesia.it