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>> LE ORIGINI - La situazione politica: diritti e libertà dei coloni walser |
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LE ORIGINI Questa pratica rivela un aspetto fondamentale dell’economia walser dei primi secoli della colonizzazione: fino a quando vi fu la possibilità di intraprendere nuove colonizzazioni i walser riuscirono ad esercitare una doppia attività: da una parte l’allevamento e l’agricoltura, di tipo stanziale; dall’altra invece l’impresa colonizzatrice, di tipo migratorio. Quando però, verso il XV-XVI secolo, anche le località più sperdute erano state trasformate in insediamenti permanenti, l’antica economia andò in crisi e lo smembramento del podere paterno diventò una dura necessità. Fu la fine di un’epoca dell’economia walser e l’inizio di un’altra, nella quale i discendenti dei coloni furono costretti sempre più ad integrare i redditi della terra con altre attività. Tornando all’inizio del processo migratorio, occorre precisare che l’integrazione dei nuovi venuti con il resto delle popolazioni valsesiane fu assai lenta. Continuarono invece per lungo tempo i contatti con la terra d’origine grazie ad una fitta rete di collegamenti, attraverso la quale giungevano nelle colonie sale, attrezzi in metallo, granaglie e vestiario. Nel 1410, ad esempio, i walser di Alagna assunsero dagli affittuari di Rocca e Campertogno l’impegno di sfruttare gli alpeggi e versare un canone annuo di affitto insediandosi così su quella terra in modo legale. Dopo questa data il cordone ombelicale che ancora li legava alle terre di origine andò atrofizzandosi e, con l’acquisto del diritto di vicinanza, sale, attrezzi e beni di prima necessità vennero barattati al mercato di Varallo Sesia con bestiame e formaggio. |
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