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ORGANIZZAZIONE DELLE COLONIE -
Sussistenza
Per
centinaia di anni i walser furono contadini e allevatori di bestiame. Innegabile
è la loro abilità nello sfruttamento delle risorse naturali: riuscirono a
coltivare cereali (segale in particolare)
sino a notevoli altezze ed in notevoli
quantità, ciò è testimoniato dai mulini ad acqua presenti in quasi tutti gli
insediamenti e dalle semplici macine a mano per uso casalingo. L’agricoltura era
affiancata dalla pastorizia per uso famigliare, con pochi animali domestici,
ospitati nelle piccole stalle, presenti al piano terra di ogni casa. Poiché
quasi tutte le famiglie possedevano bestiame, il numero totale di capi di
animali era ragguardevole, così le zone da pascolo o da sfalcio furono
rigorosamente suddivise. Vi era una precisa organizzazione della vita e del
lavoro di ognuno: “der zug” era chiamato appunto il “lavoro in comune” che
veniva scambiato tra le famiglie. I gruppi famigliari avevano una precisa
identificazione nella comunità ed alcuni di questi si erano specializzati in
determinati lavori (calzolaio, fabbro, falegname ecc…) ed identificati dai
cognomi. I nuclei walser erano quindi autosufficienti per la gran parte delle
esigenze ed il commercio con il fondovalle limitato alle materie prime
essenziali. Questo favorì ancora di più una sorta di isolamento che costituì un
motivo di protezione per l’etnia. |