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ORGANIZZAZIONE DELLE COLONIE
Case sparse ma non sempre
 
Riguardo ai walser esistono diverse opinioni comuni come per esempio: “I walser, essendo alemanni, costruiscono solamente case di legno mentre i romani, essendo latini, le costruiscono in pietra.” “I walser, essendo individualisti, vivono in villaggi sparsi, i romani, al contrario, vivono in villaggi chiusi.” Tutto questo corrisponde alla realtà, infatti si possono trovare spesso, nelle costruzioni walser, sia le case in legno sia villaggi sparsi. Tuttavia, quando i walser nel XIII e XIV secolo giunsero nella loro nuova patria, le superfici edificabili e coltivabili erano già occupate dagli abitanti residenti da molto tempo, in maggioranza romani. Così ai walser non rimanevano che le regioni montagnose ed inospitali, spesso al di sopra dei 1500 metri, nel caso di Avers, addirittura sopra i 2000 metri. Qui si trovava solo poco terreno pianeggiante, idoneo alla nascita di un paese. Vivendo a questa altitudine ed essendo i walser in gran parte allevatori di bestiame, questi erano costretti a costruire le loro case isolate (“hof”) come singole fattorie disperse sulle montagne; questo per avere molto terreno intorno alla casa che permettesse loro la raccolta di fieno sufficiente per nutrire il bestiame. Dove la situazione topografica non permetteva una tale espansione sorgevano villaggi chiusi.

Non sarebbe corretto pensare alla “casa walser” come ad un tipo di abitazione ben definito e uguale in tutte le zone walser, ma, come già accennato sopra, ogni comunità, aveva il proprio tipo di casa costruito a seconda delle esigenze e dei materiali disponibili.