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L'IDENTITÀ - Religione e credenze popolari

L'IDENTITÀ - Religione e credenze popolari
 
La religione della civiltà walser è quella cattolica, tramandata di generazione in generazione, anche nei secoli che la videro segregata in villaggi ad alta quota senza collegamenti con la Chiesa. I Santi protettori sono S. Teodulo e S. Nicola. Ogni periodo dell’anno veniva sacralizzato con feste, preghiere e processioni. Le credenze, religiose e non, riempivano ogni istante della vita nei villaggi walser. Sotto il pagliericcio dei neonati veniva nascosto un coltellaccio per allontanare i folletti. Per i piccoli walser i bambini non erano portati dalle cicogne né li si trovava dietro i cavoli; erano invece i Pubrina, esseri fantastici, a portare nelle famiglie i nuovi arrivati. Durante i primi anni di vita, però, questi esseri misteriosi diventavano il terrore dei bambini disobbedienti e capricciosi; un po’ come l’uomo nero o il diavolo. Molti erano i segnali ritenuti di morte: il gocciolare in casa senza che fuori piovesse, la volpe che ulula o che attraversa la strada volgendo il muso, una porta che si apre d’improvviso, un rullo di tamburi, un bagliore senza che nulla bruci o un improvviso colpo di vento in una giornata completamente tranquilla. Si narra che talvolta, la sera, qualcuno ricevette la fugace visita di un parente lontano ed il giorno dopo la notizia della sua morte.

Presso la cultura walser, infine, sono presenti numerose leggende, storie frammiste di ricordi, fantasie e tradizioni che i vecchi raccontavano alla famiglia raccolta intorno alla tavola nelle lunghe serate invernali.