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L'IDENTITÀ - Alimentazione
 
Il pane di segale costituiva la base dell’alimentazione delle popolazioni walser. Prodotto due volte all’anno, in primavera e in autunno, nei forni comuni, era conservato su di una speciale rastrelliera appesa al soffitto che ne garantiva la conservazione per essiccamento ed impediva ai topi di raggiungerlo. Il raccolto delle granaglie che i walser riuscivano ad effettuare copriva spesso a malapena un quarto del fabbisogno vitale; il rimanente doveva essere acquistato dalle popolazioni delle valli. Il costo di questo alimento era reso ancor più caro giacché l’accensione del forno per la cottura, data la bassissima temperatura ambientale, richiedeva una grande spesa di legna e di energie. L’incarico di cuocere il pane veniva dato a turno ad una famiglia che vi provvedeva, aiutata da tutti, in un rito di diversi giorni che aveva al tempo stesso il sapore del sacro e la gioia della festa. Il pane si lasciava quindi raffermare e diventava duro come pietra, per mangiarlo veniva spezzato con uno speciale coltello a leva, fissato in un particolare tagliere, e poi ammorbidito in brodo o latte.