Immagini naturali della Valsesia
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>> LA PIETRA

foto da Walserland.org
 
 
Per accennare al secondo protagonista che è di utilizzo parallelo con altre realtà walser, il legno, occorre iniziare dal nome di Giacomo Cusa da Sella, associabile a quello di tanti piccoli falegnami ancora in piccola parte nuovi ma al più dimenticati...
 
 
 

 

LA PIETRA
 
Ancora oggi il culto della pietra è oggetto di totale dedizione anche da parte dei rari giovani artigiani ancora residenti; le ondulazioni dei coppi del colore della terra o il piatto schematismo ripetitivo delle tegole dei tetti di pianura o i pur resistenti e innovativi materiali tecnologici, restano, per contingenze varie non solo climatiche, estranei al mondo walser. Una caratteristica della pietra è quella di armonizzare le costruzioni che ne vengono ricoperte con la natura circostante attraverso il colore e la materia.
Sudore di corpi, sapienza progettuale, un’accorta previdenza degli elevati rischi atmosferici, tecniche protettive tradizionali consolidate per memoria ed esperienza consentono l’esecuzione di manufatti artigianali di qualità così elevata. La durezza della natura trova la risoluzione di innumerevoli avversità in sé medesima, nell’utilizzo di questo materiale suo proprio che le viene sottratto da mani accorte che se ne sono appropriate, per disporlo sulle case a salvaguardia dalle intemperie, senza contare l’utilizzo della pietra nei basamenti delle case, selciati e nei muri di contenimento, gradinate e decori perché ciò non è propriamente specifico dei walser ma comune ad ogni area non soltanto alpina.
Le piode dei tetti sono disposte formando un ininterrotto susseguirsi di linee disegnate che si intersecano disposte in variabili alternanze dalla gronda fino al colmo, ciascuna, nella propria specificità, per formare quella sovrapposizione indispensabile per la custodia della casa e dei suoi abitanti. L’acqua che si infiltrerebbe è il nemico primordiale contro il quale l’arte di disporre con perizia le piode eleva una barriera che, oltre a fungere da sbarramento, è un processo mentale e simbolico di tutela della propria sopravvivenza in ambiente alpino. La forma dei tetti in Valsesia è a prevalenti fasce orizzontali, mentre in altre valli alpine è sostituita da una disposizione a punta che crea fasce oblique di piode simili per dimensione ma estranee all’uso valsesiano.


immagine scattata presso il museo Walser di Alagna