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Romani
e Barbari
La
popolazione di ceppo ligure che si era stanziata in Valsesia fu tra le ultime a
cedere il passo alla potenza dell’Impero Romano. Solo sotto Augusto, i romani
conquistarono la vallata, che venne inclusa nella Gallia Transpadana. Il periodo
romano non ha lasciato in Valsesia tracce archeologiche rilevanti ma i
ritrovamenti lasciano supporre che, nonostante i Romani non avessero che uno
scarso interesse economico sul territorio, data la evidente chiusura della
vallata priva di centri di grande importanza, nel periodo imperiale ci fu un
notevole miglioramento della rete stradale. La prima via di collegamento con la
valle, partendo da Romagnano, seguiva Vintebbio, Naula, Serravalle per
raggiungere il ponte sul Rondò. Da qui la via valicava il Sesia e sulla sponda
sinistra toccava Montrigone. Si suppone che il tracciato della riva sinistra
arrivasse alle falde del Monte Fenera, in una zona fittamente abitata in età preromana,
fino ad inserirsi nella conca di Borgosesia.
Da allora la Valsesia seguì le vicende dell’Impero romano. Con Costantino la
vallata entrò a far parte della provincia delle Alpi Cozie e visse, con il
famoso editto di Milano (313 d.C.) la diffusione del cristianesimo. Anche in
Valsesia scomparve così a poco a poco ogni forma di feticismo e di paganesimo si
cominciò a praticare la nuova religione, favorita nel suo diffondersi dalle
condizioni tranquille di vita di queste popolazioni, spettatrici lontane e
indifferenti delle guerre e delle rivoluzioni che funestarono l'Italia fino a
determinare la caduta dell'Impero Romano d'Occidente (476).
La dottrina cristiana, pur sensibile alle tradizioni pagane si innestò sulla
precedente configurazione territoriale con l'istituzione delle prime pievi nei
centri più importanti della zona: Borgosesia, Valduggia, Roccapietra, Varallo.
Preziosa testimonianza dell'evoluzione della religione cristiana è Naula, tra
Vintebbio e Serravalle con la Chiesa di S. Maria, che fu eretta sui residui di
un antico tempio romano, di cui ancora oggi si vedono alcune strutture interne
Per il suo diffondersi invece in Val Grande, in Val Sermenza e nella Val
Mastallone, importanti furono le istituzioni pievane di Scopa, Boccioleto e
Cravagliana.
Caduto l’impero, la valle attraversò il periodo delle dominazioni dei cosiddetti
popoli barbari
Le condizioni della valle furono particolarmente gravose sotto i Longobardi, che
nel 569, sottomettendola al governo del Duca di S.Giulio d'Orta, vollero imporre
tributi sulla proprietà terriera, successivamente confiscata eliminando ogni
diritto.
Nel 774 i Longobardi furono definitivamente sconfitti da Carlo Magno a Mortara,
e, contestualmente al disfacimento del loro regno, la Valsesia si ritrovò parte
del territorio della marca di Ivrea.
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