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>> LA RESISTENZA IN VALSESIA   

 Approfondimenti

 

Cino MoscatelliLa Resistenza in Valsesia
 
L’immagine della Valsesia per gli storici è stata frequentemente associata alla vicenda della guerra di resistenza e di liberazione dal nazifascismo. In effetti proprio qui agirono alcune delle formazioni partigiane più celebri, le Brigate Garibaldi guidate da Cino Moscatelli, una vera e proprio icona dell’antifascismo, e dagli altri comandanti leggendari da Beltrami ai Fratelli Di Dio Ma il fenomeno resistenziale (che certamente non si può riassumere in poche righe) fu possibile anche per la diffusione tra le genti della Valsesia di un diffuso attaccamento alla libertà. La resistenza valsesiana infatti non comprende solo il movimento dei partigiani, ma anche tutta l’opposizione antifascista anteriore all’8 settembre 1943, e l’azione antitedesca dopo l’armistizio La resistenza quindi comincia con il delitto Matteotti del 10 giugno 1924, quando i partiti antifascisti col ritiro sull’Aventino denunziano alla nazione l’impossibilità di riconoscere un governo che si serviva di delitti per soffocare la voce accusatrice dell’opposizione; e finisce nel 1945 con l’annientamento dei nazifascisti. Varallo Sesia durante la guerra del 15-18 - foto ©Archivio ZanfaFu la resistenza morale e culturale operata da uomini di cultura coraggiosi che tennero viva la libertà di pensiero.Ma fu anche la resistenza delle piccole cose, condotta in silenzio da donne casalinghe o da sacerdoti, da anziani e semplici cittadini con gesti apparentemente insignificanti resero possibile il ritorno della libertà e della democrazia, culminato nella liberazione della Valle, il 25 aprile del 1945.

   

     

Foto ©Archivio fotografico Zanfa