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>> LA DOMINAZIONE FRANCESE   

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Dominazione francese in Valsesia - Battaglia di MarengoLa dominazione francese
 
Scoppiata la rivoluzione francese anche la valle inneggiò ai principi di libertà e uguaglianza: in tutti i principali centri valligiani furono eretti gli alberi della libertà, e si diffusero con veemenza le idee giacobine, tra i consenso generale. Fu un momento breve, poiché dopo la battaglia di Marengo nel settembre del 1800 i consoli francesi emisero un decreto destinato a sconvolgere l'intera valle. Infatti la Valsesia, con Novara, il Verbano e la Lomellina staccate dal resto del Piemonte, che fu annesso alla Francia, furono inglobate in un nuovo Dipartimento, detto dell'Agogna, il cui confine, tra Impero di Francia e Regno Italico, fu portato al fiume Sesia, con il risultato che la valle restò divisa a metà per tutta la sua lunghezza. La Valsesia, con altre terre, diverse tra loro per geografia, economia e storia furono strette in un unico confine amministrativo. L'improvvisa divisione in due nazionalità, per cui gli abitanti della riva destra del fiume, annessi al Piemonte dipendevano dal Dipartimento della Sesia facendo capo a Vercelli mentre quelli della riva sinistra formando un intero distretto, dipendevano dal nuovo Dipartimento dell'Agogna, doveva avere serie conseguenze.
Prima di tutto scomparvero le istituzioni e le consuetudini politico-amministrative, derivanti dagli antichi privilegi, rispettati in passato da re e da principi: fu imposta la leva militare; cambiò il sistema di riscossione delle tasse e l'amministrazione della giustizia. Durante il periodo napoleonico l'esercizio dei mestieri, tra cui anche quello di macellaio e fornaio era sottoposto a licenza con pagamento di canone annuo; l'uniformità di pesi e misure imposto per tutta la Repubblica Cisalpina portò molti problemi per le trattazioni commerciali, allo stesso modo in cui divenne obbligatorio il sistema metrico decimale per tutta la Francia e i paesi occupati. L'istituzione del dazio su alcuni prodotti e sui luoghi di confine, cosi come le imposizioni di imposte sul sale accrebbero le difficoltà delle popolazioni valsesiane, costrette a vendere fieno e animali se non addirittura le proprie case costringendo molti ad aumentare le già numerose file degli emigranti.